Sette cose da buttare, undici da celebrare e cinque da promettere

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Un anno vissuto giorno per giorno

Quest’anno, a differenza dello scorso (puoi leggere  “Il mio 2020”), ho scelto di non fare una valutazione complessiva, è stato un anno davvero duro e preferisco non mettermi davanti alla domanda: è stato un anno di merda o di cioccolato?

Nel corso del 2021 sono rimasta più che mai fedele (per non dire aggrappata!) alla mia naturale tendenza pragmatica: guarda ogni giorno per quello che è, non tutto buono, non tutto cattivo, e in ogni caso sempre vissuto appieno. 

Volendo comunque concludere l’anno con la sana abitudine di bilanci e buoni propositi ho fatto un po’ d’ordine e messo sul tavolo tutto quello che, nel bene e nel male, mi sembra giusto condividere qui con voi: le cose che voglio cestinare, le cose che voglio celebrare e un po’ di promesse, che dichiaro perché una promessa con voi è una promessa con me stessa che sono obbligata a mantenere.

Ecco quindi tre sintetiche “liste” di fine anno.

Sette cose che butto nel cestino

Parto dal cestino perché, si sa, amo le cadute che si risolvono in rinascite, e per far si che questo succeda ci vuole un certo ordine, bisogna partire dal down, dalla buca…

  1. La sovrabbondanza, o meglio l’eccesso, di informazione superficiale che, quando è appunto superficiale, si trasforma in un tumbleweed. Il classico cespuglio secco rotolante dei film western che in italiano si chiama rotolacampo oppure ruzzolacampo (un nome decisamente più carino). Ma soffermiamoci un secondo sulla sua definizione: Formazione vegetale caratteristica di alcune specie di piante che, giunte a maturità, si staccano dalle proprie radici e rotolano sospinte dal vento, processo che permette alla pianta di diffondere i propri semi. L’informazione superficiale, grazie anche ai canali di divulgazione attuali, è un tumbleweed… sta a noi impegnarci per bloccare questo incontrollato rotolamento!
  • Il cattivo uso delle parole e qui menziono solo quella che più di tutte mi ha urtato: dittatura. Siete seri??? (Se lo siete forse varrebbe la pena farsi un bel tour di altri luoghi del pianeta…).
  • Il trend – che poi tanto trend non è, forse è più tradizione ormai – di rubare le idee agli altri e con la F.C.I.C…
  • Il trend – e questo è trend per davvero – di far lavorare a un progetto per nulla, e qui non mi dilungo sulla quantità di progetti e di proposte presentati che è andata a finire nella Palude del VediamoFacciamoCapiamo (voglio immaginare che almeno un luogo in cui tutto questo lavoro trova casa ci sia…). Vi basti sapere che nel corso del 2021 questo trend ha raggiunto livelli degni di riflessioni importanti e soprattutto mi ha portato a trovare soluzioni pratiche e produttive. Ci daremo da fare!
  • Gli esperti di mindfulness in giacca, camicia inamidata e qualche volta anche con la cravatta. Ancora? Sul serio???
  • Gli esperti di leadership nostalgici che vivono ancorati a un mondo che non c’è più. E qui indugio volontariamente: non a un mondo che è cambiato, ma a un mondo che proprio non c’è più! Si può essere leader di qualcosa che non esiste più? E soprattutto, si può da leader non accorgersene? Forse è davvero il momento di aprire gli occhi e darci da fare.
  • I propagandisti della sostenibilità che sta fuori… Che ai miei occhi sono anacronistici come i Leader del MondoCheNonC’è, oggi sappiamo che la sostenibilità è un concetto che non ha a che fare solo con l’ambiente, per poter riguardare l’ambiente prima deve riguardare l’essere umano, le sue relazioni con gli altri e con tutto il creato che lo circonda… E con questo voglio dire, cerchiamo di spingerci un po’ oltre Greta Thumberg, no? Credo che possa valere la pena di guardare le cose un po’ più da vicino! 

Undici cose per cui alzo il calice:

  1. Le mie galline che confermano di gradire il lusso del nuovo pollaio, sono felici, stanno bene, e sicuramente anche per questo si godono la vita e i ben 32 (!) pulcini che hanno messo al mondo quest’anno. 
  • Un sacco di progetti che sono andati a buon fine e tra questi non posso non menzionare i libri che sono sempre un’enorme fatica ma che sono tra quelle cose per cui mi pare valga veramente la pena darsi da fare. Tra questi la fatica delle fatiche è stato scrivere Il Team Invisibile (anche in audiolibro) a cui però va di sicuro anche il merito di aver creato lo spazio per un tema che mi sta a cuore e di cui volevo parlare da molto tempo.
  • L’ingaggio come speaker, arrivato grazie a Il Team Invisibile ma non solo, che mi ha portato in aziende e contesti diversi per parlare, confrontarmi e soprattutto lavorare sul concetto di team da nuove prospettive. (Evviva, evviva!!!)
  • Ornitorianna, che ringrazio e a cui brindo per il quarto anno di fila! E quest’anno c’è un motivo in più per celebrarla: ha avuto l’onore di essere “Cheerleader dei malati rari” per la campagna #therareside dell’Osservatorio delle malattie rare (OMaR). 
  • Un nuovo spazio di lavoro anche a casa in cui accogliere partner, clienti e fornitori per una riunione, e, se necessario, anche di un soggiorno al profumo di campagna. La creatività si nutre del pensiero laterale che a sua volta ha bisogno di riconnettersi all’essenza, e, c’è poco da fare, l’essenza abita la natura.
  • L’agenzia, Sports&Beyond che è cresciuta (e, fatemelo dire, anche nonostante i punti tre e quattro della lista precedente!). Brindo anche perché fa bene ricordarsi che i sogni son desideri che se tradotti in obiettivi a qualcosa di buono portano.
  • Anche in Veneto stanno ammettendo 😉 che esisto e che esiste la mia realtà lavorativa. Dopo undici anni sembra che stiamo finalmente riuscendo a essere anche profeti in patria (e non solo profeti in Lombardia).
  • Elizabeth Gilbert che mi ha liberato da una catena facendomi guardare con occhi nuovi una grande delusione (vedi sempre alla voce punto tre della lista precedente). Grazie a lei, e al suo libro Big Magic, ho imparato che se io non sono davvero pronta a sviluppare un’idea, quell’idea ormai esiste e vuole vivere quindi andrà a cercare qualcuno che può darle vita: insomma non c’è nessuno che ruba ma c’è un’idea che si sposta per poter vedere la luce. 
  • Una nuova piccola consapevolezza: se morissi domani aver pulito e messo in ordine casa sarebbe una delle cose di cui sarei felice. Non c’è niente da fare, io vivo bene nel pulito. Questa consapevolezza, nella pratica, mi porta a non dare più retta a chi mi dirà “Lascia stare, se tu morissi domani mica ti pentiresti di non aver pulito!” perché ora so che invece si sbaglia. Mai dimenticarsi che, dopo aver ascoltato gli altri, è importante tornare ad ascoltare se stessi, fare ordine e vedere se c’è sintonia tra i punti di vista.
  • Una nuova grande consapevolezza: i passi di consapevolezza migliorano davvero la vita, non importa da dove e in che ambito, MA soprattutto, dopo una certa quantità di chilometri, dentro di noi riempiamo una dispensa che permette di rallentare o addirittura frenare il bisogno di nuova consapevolezza, e se necessario può farci andare avanti con la guida automatica (grazie Mark Manson!).
  • Il CORAGGIO che, a proposito di consapevolezza, anche quest’anno è stato confermato come strumento che non manca mai nella mia cassetta degli attrezzi: un alleato su cui posso sempre contare. Mica poco eh?!?

E ora il momento più bello! Come promesso vi (e mi faccio) un po’ di promesse.

Cinque promesse che faccio allo specchio:

  • Nel nuovo piano settimanale ci sarà più spazio e più tempo per leggere e per scrivere e un’ora al giorno di camminata.
  • Tornerò a viaggiare come-Dio-(o Marianna)-comanda.
  • Scaricata la zavorra di delusioni e nervoso mi concentrerò su progetti a cui tengo con ottimismo, fiducia e tenacia.
  • Qualsiasi buca mi si presenti davanti (dovesse capitare), la accoglierò, magari anche mandandola aff… per poi accomodarmici giusto il tempo necessario a capire come uscirne.
  • Scriverò una trilogia di Ornitorianna sui temi della caduta, del fare, del celebrare. Il primo è già in cantiere e sarà pronto per marzo… Quando di preciso ve lo svelerò insieme a un super progetto che unirà le mie due anime, lo sport e l’ornitorinco con il fiocco rosso in testa 😉 

Per ora vi basti sapere che la data è emblematica!

Ok, ora ho davvero finito… e il vostro 2021 come si sta concludendo? Vi auguro di ritagliarvi del tempo per godetevi i vostri bilanci di fine anno, per far si che possano avere l’importanza che meritano creando spazio e terreno fertile per tutto ciò che deve ancora arrivare! E quale periodo migliore c’è per prendersi un po’ di tempo di qualità se non Natale? Se poi nevica anche meglio.

Dunque Let it go and Let it snow! 🎶  😉

Buone fine anno e buon inizio! 🥰

Il mio regalo di Natale per voi è Holly Dolly:

Mmhmm

Ah huh

Mmhmm

Christmas is a time for caring

Being at your best

Christmas is a time for sharing

Knowing you’ve been blessed

Christmas is a time for giving

Love is made of this

That’s what Christmas is

Christmas is a joyful time

If you’re the lucky ones

It’s all about kindness

Love and compassion

Better to give than receive

That is a true fact

‘Cause that’s what Christmas is

Is a time for caring

Being at your best

Christmas is a time for sharing

Knowing you’ve been blessed

Christmas is a time for giving

Love is made of this

That’s what Christmas is

Mmhmm, mmhmm, mmhmm

That’s what Christmas is