Una Cassettiera piena di sogni

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A ogni sogno il suo cassetto

Non vi stupirà sapere che una delle cose che non può mancare a casa mia è La Cassettiera dei sogni, cioè se mi conoscete un po’ dovreste sapere soprattutto che a casa mia, un edificio immaginato, costruito e vissuto a misura di ornitorinco, lo stupore va lasciato fuori dalla porta!

Comunque vi stavo parlando della mia Cassettiera dei sogni (che custodisco gelosamente e mi ha seguito in tutti i traslochi fatti):

è un mobile antico e prezioso, di legno massiccio e che racconta la sua storia di albero nelle venature spesse e sottili che lo attraversano, i cassetti sono tantissimi e di forme e misure diverse, c’è per esempio un cassetto grande grande che potrebbe contenere una valigia e accanto un cassetto minuscolo in cui forse entra a stento un ditale. Negli anni ha cambiato forma, alcuni cassetti sono rimasti gli stessi (custodi gelosi del loro contenuto) altri sono cambiati, sono stati sostituiti o sono semplicemente scomparsi, e questa sua natura camaleontica è uno degli aspetti a cui sono più affezionata:

in qualche modo è un po’ come uno specchio fatato, sempre in grado di restituirmi un’immagine fedele di me stessa (ahimè, anche quando mi mostra cose che non ho nessuna voglia di vedere!)

Avere il coraggio di essere onesti con i nostri sogni

Ad ogni modo credo di avervi reso l’idea, uno dei motivi per cui ci sono più affezionata però è un altro: la mia Cassettiera dei Sogni è un posto in cui conservo tutte quelle idee, quei pensieri, quelle pazzie che mi vengono in mente o che periodicamente tornano a bussare nella mia mente;

avere una cassettiera in cui riporre tutto questo è prezioso perché mi consente di conservarlo senza per questo doverlo far entrare in contatto con la realtà. Ho imparato a mie spese che alcuni sogni devono rimanere tali, perché sono ciò che ci indica la strada, che costruisce il nostro orizzonte e perché se trasformati in progetti perdono forza, si inquinano, si sporcano e finiscono per diventare veri e propri incubi!

Ma da quando ho costruito la Cassettiera dei sogni posso dire di aver trovato un metodo infallibile per scongiurare questo rischio, quale?

Visto che ormai tra noi siamo in confidenza penso di potervelo rivelare: io ho dei momenti di confronto periodici con i miei sogni nei cassetti.

Mi metto con calma davanti alla Cassettiera e uno alla volta apro i cassetti, tiro fuori il sogno, lo guardo, facciamo quattro chiacchiere, e poi fissandoci onestamente negli occhi ci diciamo senza mezzi termini: «Questo è un sogno pronto a diventare un obbiettivo!» o viceversa

«Sei un sogno bellissimo e voglio preservarti così come sei!» o ancora «Sei stato un sogno importante, ma oggi non c’è più spazio per te nella mia vita…»

Nell’ultimo caso va per la sua strada con il suo bagaglio di speranze e magie, nel secondo torna diligente nel suo cassetto, mentre nel primo esce dalla cassettiera per passare a una chiacchierata più pratica e vedere se davvero è pronto per diventare un progetto in carne e ossa!

Dal sogno al progetto: imparare a essere SMARTER

Il primo “esame” che deve passare un sogno appena uscito dal cassetto per poter pensare di diventare un obbiettivo è quello che io ho imparato a chiamare “Smarter”, a suo modo e con le sue caratteristiche il sogno deve riuscire a rispettare alcune caratteristiche che lo rendono, per quella che è la mia esperienza, realizzabile e pianificabile:

  • Specifico
  • Misurabile
  • Attuabile
  • Rilevante
  • Temporale
  • Ecologico
  • Registrato

E su questo acronimo ci sarebbe molto da dire (e molto ho detto, per esempio ne IL MANUALE DI ORNITORIANNA) ma come sapete qui mi piace accennare a concetti e riflessioni non tanto per sviscerarli dalla A alla Z quanto per accendere una luce nuova sulle cose, stimolare il pensiero e il ragionamento e ultimo ma non ultimo il confronto con voi!

Avete una cassettiera dei sogni o un suo equivalente a casa vostra? E quando parlate con i vostri sogni avete un vostro metodo?

Insomma fatemi sapere 😉 io nel frattempo mi metto a fare il cambio armadi, qui è arrivato il freddo!

Ornitorianna che trasforma un sogno in obiettivo